This is a space for free thoughts. I write what I think, what I see, and what I feel. Freestyle ideas that hit me while I’m in the subway, arguing with colleagues, showering, or sprinting through the countryside at 4:40 per kilometer (releasing more endorphins than a Colombian narcotics distillery).

I try to be polite even if my humor is politically incorrect. These are my ideas and opinion. You can read them. You might like them. You might hate them. You can approve them. Or not.

Frankly, I don’t give a damn (Gone with the Wind, citation mandatory).

P.S. For semantic reasons I write in Italian.

Giuseppe Palermo Giuseppe Palermo

Lisa, Gastone e il Maestrale che soffiava piano

Il vento, quel pomeriggio, non si limitava a soffiare: ballava il rock acrobatico con tutto ciò che gli capitava a tiro. Correva per le strade come un branco di delfini liberi nell’oceano, faceva girare le foglie come trottole impazzite, sollevava i cappelli per studiare le leggi segrete della fisica, si infilava nelle maniche delle giacche e spettinava il mondo senza chiedere permesso. Arruffava capelli, ma soprattutto entrava nelle orecchie e faceva un allegro disordine nei pensieri: spostava ricordi, mescolava idee, faceva cadere certezze come bicchieri sul pavimento. Lisa aveva tredici anni ed era una ragazzina magrolina come un segnalibro, leggera come una matita dimenticata sul bordo di un quaderno. Aveva occhi curiosi di quelli che guardano sempre un po’ più in là del necessario e un sorriso che arrivava con qualche secondo di ritardo, come se prima dovesse finire di sognare.

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