This is a space for free thoughts. I write what I think, what I see, and what I feel. Freestyle ideas that hit me while I’m in the subway, arguing with colleagues, showering, or sprinting through the countryside at 4:40 per kilometer (releasing more endorphins than a Colombian narcotics distillery).

I try to be polite even if my humor is politically incorrect. These are my ideas and opinion. You can read them. You might like them. You might hate them. You can approve them. Or not.

Frankly, I don’t give a damn (Gone with the Wind, citation mandatory).

P.S. For semantic reasons I write the Blog in Italian.

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Da un 45 giri dei Nomadi fino a Glen Campbell: Wichita Lineman

Questa volta partiamo davvero dalla fine.

Immaginate un ragazzino che spinge la porta di un negozio di dischi, appoggia sul banco cinquemila lire (ehi... non sono così vecchio. Diciamo che sono nato nell'epoca in cui le lire stavano gentilmente cedendo il posto all'euro!) ed esce con un 45 giri usato dei Nomadi. Sì, ero io.

Sul lato A c’è Vai via cosa vuoi, versione italiana di All the Love in the World dei Consortium. Una melodia britannica fino al midollo, che nella primavera del 1969 trova da noi una seconda vita. Sul lato B c’è un titolo da film d’altri tempi: L’auto corre lontano, ma io corro da te. Una canzone alla quale non avevo mai prestato particolare attenzione.

Difatti a sedurmi è il lato A con quel ritornello che si incolla al cervello. Preciso che nel 1969 non ero neppure un pensiero dei miei genitori, perché sarei piombato su questo pianeta diversi (tanti) anni dopo. Ma con i dischi il tempo è solo una questione di metafisica e la data di nascita conta pochissimo.

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