This is a space for free thoughts. I write what I think, what I see, and what I feel. Freestyle ideas that hit me while I’m in the subway, arguing with colleagues, showering, or sprinting through the countryside at 4:40 per kilometer (releasing more endorphins than a Colombian narcotics distillery).
I try to be polite even if my humor is politically incorrect. These are my ideas and opinion. You can read them. You might like them. You might hate them. You can approve them. Or not.
Frankly, I don’t give a damn (Gone with the Wind, citation mandatory).
P.S. For semantic reasons I write the Blog in Italian.
Fast Car: la fuga che non arriva mai a destinazione
Lo confesso: su “Fast Car” di Tracy Chapman ci giro intorno da un bel po'. Ho iniziato a lavorarci un numero imprecisato di volte. Poi l'ho cancellato e nella migliore delle ipotesi l'ho lasciato in una cartella salvo poi tornarci sopra e limarlo, e limarlo, e sfinirlo di editing, senza mai trovare il punto d'equilibrio tra l'emozione e l'informazione. Poi, un giorno, ho capito la cosa più semplice del mondo: di Fast Car” non si può scrivere stando comodi. Bisogna entrarci dentro ed uscirne un po' ammaccati.
Il diamante pazzo dei Pink Floyd, tra genio, follia e amicizia
C'è una canzone che dura ventisei minuti e che, in ventisei minuti, dice più cose sulla malinconia, sulla genialità sprecata e sull'amicizia che sopravvive alla rovina di un amico di quante ne dicano cento romanzi. Si chiama “Shine On You Crazy Diamond”. La firmano i Pink Floyd. E se dovessi scegliere un solo brano per spiegare a un alieno appena atterrato sulla terra che cos'è la nostalgia, quella feroce, quella che non smette mai di fare male, sceglierei questo senza pensarci due volte.
Dentro la corsa: viaggio con il ritmo che nasce nella mente
Quando apro l’armadio il mondo è indietro. Non di minuti. Di millisecondi.
Non è questione di tempo reale o dei suoi Tic Tac: quello scorre regolare, impeccabile, preciso.
È qualcosa di più umano, più brutale: è la mente che accelera.
Io sono ancora qui. E mentre mi metto la maglia una parte di me ha già girato l’angolo, ha già preso ritmo, ha già fatto partire un cronometro virtuale.
È come essere sulla griglia di partenza di una gara: il corpo fermo, il cuore già al primo giro.
Le scarpe non sono oggetti. Non lo sono mai state.
Sono estensioni, compagne, archivio vivente.
Festa Cosmica per Cuori Teneri e Tentacoli Ballerini
Sbronzo-12 non è un posto per gente che ama le bussole, i calendari svizzeri o quegli orologi digitali biometrici che ti dicono con quale piede devi scendere dal letto la mattina.
Scusa? Cos’è quella faccia? Ah, le bussole.
Come le chiamate voi altri esseri spaziali del 2135? GPS? Gira-Poi-Sbagli?
Vabbè, lasciamo stare... lo so lo so, non serve ricordarmelo in continuazione. Io sono ciò che rimane di un umanoide in silicone proveniente dal pianeta terra, un fossile lanciato nel futuro in un razzo senza oblò.

